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Area tecnica

Parliamo del conto energia...

Mi puoi parlare del conto energia?
Cosa vorresti sapere in particolare?

Mah, niente, se ne parla molto in giro, ma non ho le idee molto chiare, ho provato  a leggere qualcosa nei siti o nelle riviste, ma so che tu conosci bene questo argomento e così mi chiedevo se potevi darmi qualche chiarimento.

Sì certo, chiedimi pure.

Cosa incentiva il conto energia?
Il conto energia incentiva la realizzazione di impianti fotovoltaici, di qualsiasi tipo, basta che siano di potenza superiore ad 1 kWp e connessi alla rete. Credo sia utile osservare questo schema in cui viene illustrato il funzionamento di un impianto fotovoltaico connesso alla rete di distribuzione dell’energia elettrica ed incentivato in conto energia.

Osservando la figura, si può dire che i componenti principali dell'impianto sono il generatore fotovoltaico, ovvero l’insieme dei moduli fotovoltaici che in questo caso sono installati sulla copertura, e l’inverter, la cui funzione principale è  quella di trasformare in corrente alternata la corrente continua prodotta dal generatore fotovoltaico.
Ci sono poi due tipologie di collegamenti elettrici: quelli che collegano appunto il generatore fotovoltaico all’inverter e quelli che portano l'energia elettrica in uscita dall’inverter al quadro d’abitazione da dove viene poi distribuita alle utenze ed alla rete elettrica.
Il contatore M2, vicino all’inverter, è dedicato alla contabilizzazione di tutta l'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico e che verrà incentivata. Questo contatore viene posizionato subito a valle dell'inverter, quindi misura l'energia prodotta prima che venga consumata dalle utenze od immessa in rete.
Il contatore M1, di tipo bidirezionale, è invece dedicato alla misura dell'energia prelevata o immessa in rete, e serve per raccogliere i dati per attivare il cosiddetto servizio di Scambio sul Posto. Questo servizio permette all’utente di scambiare energia elettrica con la rete in base alla propria produzione ed ai propri fabbisogni.
Vi possono essere più configurazioni della connessione con la rete, e da questo dipenderanno le funzioni e la gestione dei contatori installati.

Se non ricordo male, è stato cambiato qualcosa. Intendo, tempo fa c'era un'altra versione del conto energia...
Sì è vero, c'è una prima versione del conto energia che è stata elaborata nel 2005, mentre la seconda nel 2007.

Ti ricordi le norme di riferimento?
Per il primo conto energia le norme di riferimento sono il DM 28/07/05, modificato e integrato dal DM 06/02/06, decreti che sono stati resi applicativi con la delibera dell'Autorità per l'Energia elettrica ed il gas n. 188/05, successivamente modificata ed integrata dalla delibera n. 40/06 e n.260/06.
La seconda versione del conto energia, detto “Nuovo Conto Energia”, è quella attualmente in vigore ed è stata emessa con il DM 19/02/07, e resa applicativa con la delibera AEEG n. 90/07.

Quali differenze ci sono tra il primo e il secondo conto energia?
Possiamo dire che il primo conto energia ha avviato in Italia il sistema di incentivazione del fotovoltaico basato sul principio della “Feed-in Tariff”. Questo sistema incentiva l’energia effettivamente prodotta dagli impianti, spingendo gli utenti ed il mercato a realizzare impianti efficienti ed a mantenerli in funzione, superando il concetto di incentivare gli impianti “a fondo perduto” che si è rivelato poco efficace nel settore del fotovoltaico.
Già con il “vecchio” conto energia era emerso l'entusiasmo di tutta l'Italia per il fotovoltaico, coinvolgendo privati, associazioni, enti e molte categorie professionali. Purtroppo, il meccanismo di incentivazione era di difficile gestione per la complessità burocratica, e per le problematiche legate all'assegnazione preventiva delle tariffe incentivanti.

Si doveva infatti fare una domanda preventiva per avere diritto all'incentivazione?
Sì, esattamente. Veniva inviata tutta la documentazione...

A chi?
Al GSE, il Gestore dei Servizi Elettrici, ex GRTN (Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale). Infatti nel novembre del 2005 il GRTN si è fuso con Terna. Si sono create due sezioni, di cui la prima (Terna) si occupa dei servizi di dispacciamento, trasmissione e sviluppo della rete di trasmissione e la seconda (GSE) si occupa delle attività di promozione, incentivazione e sviluppo delle fonti rinnovabili e assimilate, e alle attività di natura pubblicistica del settore elettrico.

Il Gse quindi ha un ruolo fondamentale per l'attuazione delle politiche energetiche in Italia...
Esattamente.

Quindi, dicevi che c'erano stati dei problemi con l'attuazione del primo conto energia.
Sì appunto, era necessario inviare una domanda per potersi assicurare l'accesso all'incentivazione. Praticamente era una sorta di “prenotazione”, dove però c'era il rischio di esclusione, in quanto veniva stabilito annualmente quanta potenza cumulativa era possibile installare. Le domande inoltre potevano essere inviate solo in certi periodi, che erano il mese di marzo, giugno, settembre e dicembre.

Quindi se il mese di marzo venivano richieste tante autorizzazioni quante erano quelle previste dal limite di potenza cumulata...
...per quell'anno si sarebbe fermata l'incentivazione, senza la sicurezza che questi impianti sarebbero poi stati realizzati. Il sistema per fortuna è stato poi abbandonato.

Capisco. Ora come funziona la procedura di richiesta del nuovo conto energia?
Attualmente è sufficiente registrarsi al portale del GSE ed inviare la richiesta di accesso alle tariffe incentivanti con allegata la documentazione necessaria, ma solo dopo l'installazione e la connessione alla rete dell'impianto fotovoltaico.

E quali documenti bisogna inviare?
Bisogna inserire i dati tecnici caratteristici dell'impianto e caricare i seguenti allegati elettronici:

  • 5 fotografie diverse dell'impianto;
  • elenco dei moduli fotovoltaici e dei convertitori utilizzati.

Bisogna poi predisporre la stampa dei seguenti allegati cartacei:

  • richiesta di riconoscimento della tariffa incentivante;
  • scheda tecnica;
  • dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Per procedere con la richiesta della tariffa incentivante bisogna inviare quindi oltre alla documentazione cartacea appena elencata:

  • documentazione finale di progetto dell'impianto;
  • certificato di collaudo dell'impianto;
  • dichiarazione di proprietà dell'immobile;
  • copia del permesso di costruire o copia della DIA;
  • copia della comunicazione con la quale il gestore di rete locale ha inviato la notifica con il codice identificativo del punto di connessione alla rete, detto codice POD.
  • copia della denuncia di apertura di officina elettrica presentata all'UTF, Ufficio Tecnico di Finanza, se l'impianto è di potenza superiore a 20 kWp, oppure se l'impianto immette tutta l'energia prodotta nella rete, copia della comunicazione fatta all'UTF sulle caratteristiche dell'impianto.
  • Copia del verbale di attivazione del contatore di misura dell'energia prodotta e di connessione alla rete, per impianti di potenza inferiore a 20 kWp.

Le richieste di riconoscimento della Tariffa Incentivante devono pervenire al Gestore dei Servizi Elettrici, GSE S.p.A., entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell'impianto.

Mi sembra piuttosto complesso. Penso sia meglio fare redarre questa documentazione ad un tecnico specializzato.
Sì, la procedura è semplificata rispetto al primo conto energia, però è necessario che venga preparata e firmata da un tecnico specialista del settore.

Come viene di fatto incentivato l'impianto fotovoltaico?
Come ti ho già detto, il contatore M2 installato accanto all’inverter misura l’energia prodotta dall’impianto. L’incentivo viene erogato al soggetto responsabile di un impianto fotovoltaico su cadenza bimensile o mensile (a seconda della taglia dell’impianto) con una semplice formula:

Incentivo = energia prodotta (kWh) x tariffa incentivante (€/kWh)

Ho sentito dire che le tariffe incentivanti non sono uguali per tutti gli impianti e variano in funzione di alcuni parametri...
Le tariffe incentivanti sono determinate in funzione della tipologia di installazione e della taglia dell'impianto. Inoltre sono fisse, cioè non subiscono aggiornamenti ISTAT, e vengono corrisposte per un periodo di 20 anni.
A partire dal 2008, in base all’anno in cui l’impianto viene connesso alla rete, per ogni anno successivo fino al 2010 le tariffe incentivanti vengono decurtate del 2%. Dalle tabelle seguenti puoi vedere chiaramente riassunto quanto detto:

Tariffe Incentivanti (in €/kWh) per impianti connessi nel 2008:

Potenza (kWp)

Non integrato

Parzialmente
integrato

Integrato

1 <= P <=3

0,40

0,44

0,49

3< P <=20

0,38

0,42

0,46

P  > 20

0,36

0,40

0,44

Tariffe Incentivanti (in €/kWh) per impianti connessi entro il 2009:

Potenza (kWp)

Non integrato

Parzialmente integrato

Integrato

1 <= P <=3

0,392

0,431

0,480

3< P  <=20

0,372

0,412

0,451

P  > 20 kWp

0,353

0,392

0,431

Tariffe Incentivanti (in €/kWh) per impianti connessi entro il 2010:

Potenza (kWp)

Non integrato

Parzialmente
integrato

Integrato

1 <= P <=3

0,384

0,422

0,470

3< P <=20

0,364

0,404

0,442

P > 20 kWp

0,346

0,384

0,422

Vengono premiati gli impianti di piccola taglia, cioè di potenza inferiore a 3 kWp e che sono integrati architettonicamente. Ciò corrisponde alla volontà del legislatore di favorire per quanto possibile una diffusione di piccoli impianti presso le utenze domestiche e residenziali. Inoltre, in considerazione della variabilità e della ricchezza delle tipologie architettoniche in Italia, si è voluto incentivare la ricerca di soluzioni installative che, seppur più costose, mantenessero tale valore. Sempre nella stessa ottica, considerato che in Italia il tasso di occupazione del territorio è in media molto elevato, le tariffe incentivanti più basse sono corrisposte ai grandi impianti non integrati, che sono tipicamente impianti a terra.

Cosa succede dopo il 2010?
La normativa prevede che entro il 2010 il Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell'Ambiente e il Territorio ridefinisca le tariffe incentivanti valutando l’andamento dei prezzi del mercato fotovoltaico e dell’energia elettrica. Se non verrà emesso alcun decreto dopo questa scadenza, resteranno in vigore le tariffe incentivanti dell'anno 2010.
E’ importante ricordare che le tariffe incentivanti, così come definite dalla normativa attuale, hanno validità fino al raggiungimento della potenza cumulativa installata di 1200 MW.

Ma, come faccio a sapere se vengono raggiunti i 1200 MW?
Da quando vengono raggiunti i 1200 MW di potenza installata, sul portale del GSE viene riportata questa notizia, e comunque si avranno 14 mesi di tempo per portare a termine la realizzazione del proprio impianto, 24 mesi nel caso di soggetti pubblici titolari degli impianti. Dopo questa “tappa” il MSE e il MATTM hanno il compito di riformulare il sistema di incentivazione per gli impianti fotovoltaici per il raggiungimento dell'obiettivo di installazione globale che è pari a 3000 MW entro il 2016.

Capisco, mi chiedevo se potevi chiarire che differenza c'è tra un impianto integrato, parzialmente integrato e non integrato?
Nel conto energia viene fatta una chiara distinzione tra queste tre tipologie di installazione, ed è importante capire bene la differenza perché anche la tariffa incentivante varia in funzione di questo parametro. L'intento del legislatore è quello di premiare gli impianti che vengono integrati architettonicamente, quindi per questo tipo di installazione, a parità di potenza installata vengono corrisposte tariffe incentivanti più elevate. Questo è un aspetto molto importante del conto energia, che incentiva quindi un comportamento virtuoso dal punto di vista del risparmio energetico e dell'utilizzo delle fonti rinnovabili senza trascurare l'importanza della cura del patrimonio architettonico italiano. Di fatto uno dei grandi pregi degli impianti fotovoltaici è proprio quello di poter essere installati, ed inseriti armonicamente nel contesto architettonico-urbanistico di un determinato sito, soprattutto quando l'impianto viene concepito e progettato in maniera integrata al resto dell'edificio. Non è semplice produrre energia elettrica, e con questa tecnologia lo possiamo fare sopra il tetto della nostra casa in modo pulito, senza comportare ulteriori impatti sull'ambiente.
Ma torniamo quindi alle definizioni delle modalità di installazione:per integrazione architettonica totale, si intendono quegli interventi in cui i moduli fotovoltaici costituiscono un materiale edilizio ovvero sostituiscono un materiale da costruzione convenzionale, diventando parte imprescindibile della costruzione.
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Da queste immagini ti puoi fare un'idea di quello di cui stiamo parlando.

Più in generale, le applicazioni che possono rientrare nella categoria degli impianti ad integrazione architettonica completa sono:

  1. Moduli fotovoltaici che sostituiscono materiali di rivestimento di edifici
  2. Moduli fotovoltaici integrati in pensiline, pergole e tettoie;
  3. Moduli fotovoltaici che sostituiscono superfici trasparenti di edifici,
  4. Moduli fotovoltaici integrati in barriere acustiche,
  5. Moduli fotovoltaici integrati in elementi di illuminazione e strutture pubblicitarie;
  6. Moduli fotovoltaici integrati ai frangisole,
  7. Moduli fotovoltaici integrati in balaustre e parapetti,
  8. Moduli fotovoltaici integrati nelle finestre,
  9. Moduli fotovoltaici integrati nelle persiane,
  10. Moduli fotovoltaici installati come rivestimento o copertura,

Cosa si intende quindi per integrazione parziale?
Un impianto è integrato parzialmente quando viene installato in maniera complanare ad una superficie di un edificio, di una pensilina, pergola, tettoia, barriera acustica, etc. senza sostituire il materiale da costruzione delle stesse strutture.
Anche in questo caso credo che guardare delle immagini possa chiarire quanto ti sto dicendo. Sono considerati impianti parzialmente integrati anche impianti i cui moduli fotovoltaici siano installati su tetti piani e terrazze di edifici e fabbricati. Qualora sia presente una balaustra perimetrale, la quota massima, riferita all'asse mediano dei moduli fotovoltaici, deve risultare non superiore all'altezza minima della stessa balaustra.


Un impianto non integrato è un impianto che non rientra in queste categorie...

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Sì in generale si tratta di impianti installati a terra o rialzati rispetto alla superficie su cui sono posati, come puoi vedere da queste immagini

Ti ricordo inoltre che puoi consultare la “guida all'integrazione architettonica” redatta dal GSE, a questo indirizzo:
http://www.gse.it/attivita/ContoEnergiaF/PubblInf/
Documents/GuidaIntegrazioneArchitettonica.pdf


E' vero che sono previsti dei premi che incrementano il valore delle tariffe incentivanti?

Sì certo. Principalmente sono di due tipi. Quando ci ritroviamo in uno dei seguenti casi è previsto un aumento del 5% del valore della tariffa incentivante.

Aumento del 5%

  1. Impianti di potenza superiore a 3 kWp e non integrati il cui soggetto responsabile autoconsuma più del 70% dell'energia prodotta dall'impianto (ovvero risulta un autoproduttore ai sensi dell'art. 2 del D.Lgs. n. 79 del 16/03/1999.
  2. Impianti il cui soggetto responsabile è una scuola pubblica o una struttura sanitaria
  3. Impianti integrati in superfici esterne di involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di destinazione agricola, in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto;
  4. Impianti i cui soggetti responsabili sono enti locali con popolazione residente inferiore a 5000 abitanti.

La seconda modalità di incremento della tariffa incentivante invece è un premio abbinato alla realizzazione di interventi di efficienza energetica successivamente all'installazione dell'impianto sull'edificio sede dell'installazione. Gli impianti che usufruiscono di questo beneficio devono inoltre essere connessi con la modalità dello scambio sul posto.

Scambio sul posto...
Ora arriviamo anche a quello. Per accedere al premio bisogna quantificare il risparmio energetico ottenuto con l'intervento edilizio. Ovvero viene redatta da un tecnico abilitato una certificazione energetica che valuta lo stato dell'edificio prima e dopo l'intervento, e consente la quantificazione del risparmio di energia primaria. Qualora questa percentuale sia superiore del 10%, al netto dei benefici derivanti dall'impianto fotovoltaico, si avrà diritto ad accedere al premio che viene quantificato con la moltiplicazione della tariffa incentivante per la metà della percentuale di risparmio ottenuta fino ad un premio massimo del 30% della tariffa incentivante. E' possibile inoltre accedere nuovamente al premio, per successivi interventi di ristrutturazione dell'edificio che portino ad un miglioramento minimo del 10%, fino ad un aumento massimo del 30% della tariffa incentivante.
Qualora si tratti di un edificio di nuova costruzione il premio viene riconosciuto se l'indice di prestazione energetica risulta inferiore di almeno il 50% rispetto ai valori indicati nell'allegato C, comma 1, tabella 1 della norma di riferimento, ovvero il Dlgs 192/05, e successive modifiche e integrazioni introdotte dal D.Lgs. 311/06. Al verificarsi di queste condizioni il premio viene riconosciuto con una maggiorazione percentuale della tariffa incentivante del 30%.


Quindi riassumendo, la convenienza di un impianto fotovoltaico sta nel fatto che mi venga corrisposta la tariffa incentivante del conto energia, aumentata con un eventuale premio...
Bisogna considerare, che tutta l'energia prodotta viene incentivata con la tariffa incentivante corrisposta. Poi, in funzione della tipologia di connessione con la rete, l'energia potrà essere scambiata con la rete elettrica e quindi risparmiata dalla bolletta oppure immessa e venduta al gestore di rete. Lo scambio dell'energia con il gestore di rete avviene grazie al meccanismo di scambio sul posto. Viene quantificato il valore economico dell'energia immessa in rete dall'impianto fotovoltaico e consente di recuperare l'equivalente valore economico sotto forma di energia prelevata dalla rete. L'immissione e il prelievo avvengono in momenti differenti dell'anno, ed il bilancio viene fatto sulla base dell'anno solare. Eventuale energia immessa in rete in eccesso rispetto a quella consumata annualmente verrà messa a credito dell'utente negli anni a venire. Quindi se si usufruisce dello scambio sul posto non è consentita la vendita dell'energia. E' sicuramente conveniente per chi autoconsuma annualmente la maggior parte dell'energia autoprodotta. Possono usufruire dello scambio sul posto impianti fotovoltaici di potenza fino a 200 kWp.

Posso usufruire di altre forme di incentivazione simultaneamente al conto energia?
Sì, è ammesso usufruire di contributi in conto capitale per una misura massima pari al 20% della spesa sostenuta, mentre non vi sono limiti nel caso l'edificio sede dell'installazione sia una scuola pubblica o paritaria di qualunque ordine e grado o una struttura sanitaria pubblica.
Non vi è compatibilità invece con certificati verdi, certificati bianchi, detrazioni fiscali.
Rimane valida l'agevolazione sull'IVA, che risulta pari al 10%.

Grazie ora credo di avere capito qualcosa in più sul conto energia.
Non mi devi ringraziare, sono qui per questo.
Anche tu se hai qualche chiarimento o informazione da richiedere cosa aspetti auno dei nostri collaboratori?





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